Il 14 maggio a Bologna abbiamo inaugurato un nuovo spazio: l’ uso temporaneo di un’area demaniale, ex caserma della Difesa, che diventerà tra 1 anno la sede degli uffici della Corte dei Conti.


TEST – Nuovo Prototipo Urbano si ispira al modello di Social Real Estate e usi temporanei dei nostri soci francesi Plateau Urbain.
L’area, data in concessione dall’Agenzia del Demanio alla RTI vincitrice del bando – composta da LAMA Impresa Sociale e Open Event srl (DumBo Bologna) – prova a ribaltare questa opportunità spazio/temporale a favore dei soggetti dell’economia culturale, creativa e sociale affinchè possano prendere in affitto uno spazio stabile a prezzi contenuti per vendere, produrre o lavorare, in un contesto di condivisione. Perché oltre la questione dell’omologazione e della desertificazione commerciale, il problema del caro affitti nelle nostre città non riguarda solo la casa, ma anche il costo di spazi commerciali e produttivi.
La bellissima Villa Liberty quindi ospiterà attività residenti stabili e l’ampio parco circostante diventa piattaforma animata da un public program aperto alle proposte della città attraverso una call pubblica. Uno spazio che diventa luogo: attrattivo, vivo e vibrante, dal giovedì alla domenica.

Questo uso temporaneo è una sfida contro il tempo, che ha si l’obiettivo di raggiungere un proprio equilibrio di sostenibilità, ma soprattutto di fungere da dimostratore ed elemento di apprendimento istituzionale.
Quali apprendimenti?
– gli usi temporanei possono e dovrebbero intervenire prima di far andare in rovina gli spazi destinati ad un cambio di funzione, in attesa di una loro destinazione futura e definitiva. L’ex Villa Turri di Bologna era un bene abbandonato da oltre 15 anni, se gli usi temporanei fossero stati una pratica nota, si sarebbero potuti fare subito dopo la dismissione, evitando anni di incuria, degrado e depauperamento del bene.
– gli usi temporanei – ci spiega l’esempio parigino – consentono di operare in tempi brevi e per un interesse generale e ci insegnano che non deve esserci delusione nella fine del temporaneo. Se si innesca una pratica diffusa e virtuosa nelle nostre città, le comunità che hanno abitato uno spazio temporaneo per un tempo x, si possono spostare in un altro spazio temporaneo (e ce ne sono moltissimi in tutte le città) che può essere sottratto alle leggi dell’oblio o dell’incertezza.
– l’uso temporaneo e il Social Real Estate non sono uno strumento di valorizzazione immobiliare, sono uno strumento di valorizzazione delle comunità. Non ci si attacca ai luoghi (che poi avranno un’altra destinazione); ci si attacca alle persone che – nel frattempo – possono viverli.
– gli usi temporanei sono un mestiere: non ci improvvisa gestori di asset immobiliarI o placemakers (Oltre 20 realtà si sono presentate ai sopralluoghi durante l’apertura del bando, alla fine solamente 2 hanno presentato domanda).
– gli usi temporanei non sono tutti uguali: ogni spazio/area ha una determinata estensione, collocazione territoriale, una vocazione “naturale” ed una intenzionale, che si costruisce insieme al contesto e all’analisi dei bisogni e ad una visione di impatto.
LAMA e Open Event sposano competenze complementari perfette, dalla modellizzazione alla trasformazione fisica degli spazi, dalla gestione immobiliare alla produzione culturale, dal community management alla valutazione degli impatti sociali.
Competenze che hanno consentito di trasformare, in 1 mese, uno spazio in luogo, da così a così.








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