La cura che cambia

Il concetto di “salute collaborativa” vede nelle persone e nella loro capacità di attivarsi e collaborare la principale risorsa per rafforzare il sistema sanitario e di welfare, e dare risposta alle attuali sfide del contesto italiano.

Questo è il cambio di prospettiva contenuto all’interno del rapporto La cura che cambia promosso da Nesta Italia e realizzato in collaborazione con LAMA, Wemake, e il supporto di Unicredit.

Le dinamiche demografiche ed epidemiologiche in Italia (invecchiamento della popolazione e diffusione delle malattie croniche in primis) stanno infatti portando a un rapido aumento della domanda di cure, e al contempo a una trasformazione del tipo di bisogni espressi dalle persone, che necessitano maggiore continuità, personalizzazione e integrazione dei servizi, e richiedono un’attenzione sempre maggiore al lato relazionale e “umano” dell’assistenza. Inoltre, l’aumento costante delle disuguaglianze nella salute segnala la presenza di una grande sfida legata all’equità dei sistemi di prevenzione e cura.

La salute collaborativa si propone come un nuovo paradigma di innovazione, in grado di offrire risposte sistemiche puntando non solo sulla trasformazione dei servizi (con nuove tecnologie, modelli organizzativi, ecc.) ma anche sull’empowerment dei pazienti e sull’attivazione delle comunità.

Nel report, vengono mappate le iniziative di salute collaborativa italiane organizzate in tre filoni:

  • App&Device, per le esperienze di empowerment e collaborazione abilitate dalle tecnologie;
  • People&Community, per le innovazioni che fanno leva sulle relazioni, la collaborazione e le comunità;
  • Open Care, per le soluzioni basate su processi di co-progettazione e innovazione aperta.

Il rapporto è scaricabile qui.

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